ARABESQUE
Qui le linee sembrano diverse, i colori respirano il bacio continuo del sole,
la luce è la linfa che scorre vivida tra le curve gentili.
Oscuri cesellatori hanno intarsiato una pietra che sembra ostile da sempre,
ricavandone bouquet che profumano di una perenne primavera.
Sconosciuti sarti hanno usato i loro uncinetti per tessere preziosi ricami
e adornare il più misero vestito nell’ultimo villaggio.
Tutto, qui, è gioia, colore, eleganza: l’abito della festa.
CRACO
All’improvviso, sbucando da una curva coperta,
mi guarda un gigante, un grappolo di case svettanti su un gigantesco spuntone conficcato nel cielo.
Un paese che ha cessato di vivere:
le abitazioni hanno solo scheletri;
le finestre, le bifore, porte e portali sono divenuti profonde cavità vuote.
Non guardano più lo scorrere del tempo.
Sono occhi divelti dalle umane disgrazie.
Un fantasma immobile, silenzioso, solo...
TAVOLOZZA
Ho conosciuto un posto che è un paradiso sulla terra,
forse perché in alto e proprio per questo più vicino a Dio.
Questo Pittore proprio qui deve aver smarrito o,
forse più semplicemente,
custodito la sua tavolozza dei colori.