teodoro longo
DONIDELCASO



 

VENICE CARNIVAL
I palazzi si van dissolvendo in mare e la musica non sempre carezza l’orecchio adesso:
quei giorni son passati ma la bellezza ancor rimane.
Imperi cadono. Le Arti tramontano ma la natura non muore, né più dimentica come Venezia un tempo fu cara,
il luogo piacevole di ogni festeggiamento, lo scenario del mondo, il Carnevale d’Italia.
(Lord Byron)

FINIBUSTERRAE
Sono nato dove gli antichi latini segnavano i confini della terra;
dove il sole inizia per primo a regalare i suoi caldi baci;
dove il vento, archetto sulle corde di antichi olivi spande lenta e infinita la sua sinfonia;
dove le tempestose mareggiate o il più benevolo sciabordare delle onde
non smette mai di scuotere o accarezzare gli ultimi gusci colorati
tenuti al guinzaglio dalla costa;
dove la campagna è un unico tappeto rosso cucito da un ininterrotto filo di muri e sassi
crivellati dalle stagioni del tempo.

ATLAS
Questi monti sono da secoli la casa del fiero popolo berbero.
Imazighen, uomini liberi.
Qui voyage ajoute à sa vie mi aveva detto Mohammed, il capo villaggio.
Per i berberi il discrimine è cominciato dallo stesso nome: gli arabi chiamavano al barbar gli indigeni nordafricani. Avevano preso a prestito la parola da greci e romani, indicando le popolazioni che parlavano male la loro lingua.
- In arabo barbar significa sia barbaro che berbero - mi aveva detto Mohammed, salutandomi.